Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Domande sul restauro dei coltelli e la ricostruzione delle parti mancanti

Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi pastrana il 20 Gen 2013 21:46

E' la prima cosa che mi è venuta in mente quando l'ho rivisto! Non sarebbe una cattiva idea :thankyou: :hello:
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi davicom il 21 Gen 2013 10:05

LEO53 ha scritto:Mah, per me sono tutti buoni artigiani, poi ci sono quelli che si sono creati un nome e altri che sono rimasti nell'anonimato.
Con ciò non vuole dire che facciano lame peggiori o meno curate.
Io a Pattada ci sono stato, è un paese bellissimo e ad ogni angolo c'è un artigiano, non voglio insegnare niente a nessuno men che meno a te che sei del posto, però io ho sempre rifiutato tutte le "firme", paghi il nome per un prodotto uguale ad un altro.
Io ho comprato una resolza di Stefano Bellu, e non mi pento affatto che non sia di Fogarizu, Pizzadili, Cadeddu, Deroma e via discorrendo.
Sono contentissimo e l'ho messa nella mia collezione di regionali.


Non voglio fare polemica, ma se si conoscono bene affondo le pattadesi, ti garantisco che ci si accorge delle differenze, che non sono lievi ma abissali tra i nomi che hai fatto e i buoni artigiani, non ci si deve fermare all'estetica ma controllare come sono state realizzate è li che si vedono le differenze tra l'uso della lima o della carteggiatrice nell'ariete del coltello, satinature fatte a mano o a carteggiatrice, qualita e accoppiamento del montone nei manici e tanto altro (piccola nota, Vittorio Mura era di Santulussurgiu oristanese ), con questo non dico che qualcuno di questi grandi nomi si approfitti del suo stato e calchi eccessivamente e ingiustificatamente la mano, purtroppo accade, ma non bisogna rifiutarle le grandi firme ma saperle scegliere :ok:

LEO53 ha scritto: Ribadisco, io la farei rifare dagli stessi discendenti di Vittorio, che forse avranno conservato il medesimo marchio, oppure lo limerei in modo da asportare le spaccature e lo conserverei così, d'altro canto se uno rovinava una lama, in tempi antichi, mica buttava via il coltello, lo aggiustava e continuava ad usarlo.
Ameno questo succedeva a casa mia.... Ed io continuo su questa tradizione, se trovo un coltello di mio nonno rovinato, lo aggiusto al meglio le tengo così.


Io ne facevo un discorso puramente economico e di convenienza visto il pregio del coltello, oggi una pattadese come quella, sempre che abbia il manico in corno e non di plastica ( ma questo lo può confermare solo Pastrana), se la prendi direttamente dai F.lli mura la paghi attorno ai 100 euro ( questo il prezzo se la prendi da un rivenditore che mette il suo guadagno http://www.tradizionisarde.com/vendita/ ... -mura.html) , il tempo che ci vuole a togliere la lama a rifarla identica al millesimo sennò non andrà mai con l'archetto presente e a rifare l'anello ( che è la cosa piu difficile da fare ) te lo farebbero costare praticamente come una nuova, ne vale la pena visto il valore del coltello ? Naturalmente poi ognuno fa ciò che meglio crede e vuole :hello:
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi LEO53 il 21 Gen 2013 14:41

Sai, io non sono per le opere d'arte, a me il coltello piace quando taglia e rispetta i canoni della regione o del paese quando si tratta di prodotti regionali\paesani.
Se voglio un opera d'arte compro un quadro.
Poi anche a me piacciono, ad esempio, i bei fucili con cartelle incise da grandi incisori, ma non li userei mai a caccia o al tiro.
Sono un investimento piacevole per chi li possiede e per chi ama questa forma d'arte, ma esulano dal concetto della loro primaria funzione.
Per intenderci, un coltello o una serie di coltelli di Loveless, per me non riveste alcuna importanza se non per le quotazioni delle varie aste quindi tradotti in semplice investimento. Ho visto e vedo coltelli fatti dai nostri coltellinai se non uguali anche più belle.
Per cui ribadisco i concetti che ho espresso prima.
Il signore dal quale ho visto una serie di fucili di pregio, anzi pregiatissimi, usa per i suoi safari delle schifosissime carabine con calcio in polimeri, inoltre possiede una delle più importanti collezioni di Lancia Stratos del mondo.
Tante teste, tante idee, io non condanno nessuno.
E' l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende.
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi davicom il 21 Gen 2013 18:10

LEO53 ha scritto:Sai, io non sono per le opere d'arte, a me il coltello piace quando taglia e rispetta i canoni della regione o del paese quando si tratta di prodotti regionali\paesani.
Se voglio un opera d'arte compro un quadro.
Poi anche a me piacciono, ad esempio, i bei fucili con cartelle incise da grandi incisori, ma non li userei mai a caccia o al tiro.
Sono un investimento piacevole per chi li possiede e per chi ama questa forma d'arte, ma esulano dal concetto della loro primaria funzione.
Per intenderci, un coltello o una serie di coltelli di Loveless, per me non riveste alcuna importanza se non per le quotazioni delle varie aste quindi tradotti in semplice investimento. Ho visto e vedo coltelli fatti dai nostri coltellinai se non uguali anche più belle.
Per cui ribadisco i concetti che ho espresso prima.
Il signore dal quale ho visto una serie di fucili di pregio, anzi pregiatissimi, usa per i suoi safari delle schifosissime carabine con calcio in polimeri, inoltre possiede una delle più importanti collezioni di Lancia Stratos del mondo.
Tante teste, tante idee, io non condanno nessuno.


Comprensibilissimo e condivisibile il tuo discorso, peccato che io parlo d'altro, parlo di diversità di tecnica costruttiva che rispettano in pieno le tradizioni
della costruzione della pattadese, ma fa nulla :ok:
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi LEO53 il 21 Gen 2013 21:48

E questo è un discorso interessantissimo per chi ama le lame della Sardegna!!!!
O almeno per il sottoscritto che ama sempre ed imprescindimilmente conoscere.
Potresti spiegare quali differenze ci sono tra un modello costruttivo ed un altro?
Quale di maggior pregio e quale no?
Come si riconoscono le diversità
Io amo visceralmente la Sardegna, mi piacciono i luoghi e le tradizioni, la gente ed i loro usi e costumi, quando vengo in vacanza nella vostra nobile terra mi piace parlare con la gente, bere e mangiare i piatti della vostra tradizione, quindi ogni ulteriore informazione è per me preziosa, mia figlia mi ha regalato il libro "Resolzas" che sfoglio sovente, che mi fa sognare per i giorni che mi separano alla prossima venuta.
Per ora ho visto solo Pattada, prossimamente Guspini, Arbus e limitrofi.
Grazie in anticipo.
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi davicom il 22 Gen 2013 11:34

LEO53 ha scritto:E questo è un discorso interessantissimo per chi ama le lame della Sardegna!!!!
O almeno per il sottoscritto che ama sempre ed imprescindimilmente conoscere.
Potresti spiegare quali differenze ci sono tra un modello costruttivo ed un altro?
Quale di maggior pregio e quale no?
Come si riconoscono le diversità
Io amo visceralmente la Sardegna, mi piacciono i luoghi e le tradizioni, la gente ed i loro usi e costumi, quando vengo in vacanza nella vostra nobile terra mi piace parlare con la gente, bere e mangiare i piatti della vostra tradizione, quindi ogni ulteriore informazione è per me preziosa, mia figlia mi ha regalato il libro "Resolzas" che sfoglio sovente, che mi fa sognare per i giorni che mi separano alla prossima venuta.
Per ora ho visto solo Pattada, prossimamente Guspini, Arbus e limitrofi.
Grazie in anticipo.


Wuah, non è facile scrivere tutte le conoscenze fatte in tanti anni di mostre e frequentazioni con i coltellinai ( molte le ho scritte in giro in diversi post )
riassumendole in un post e senza avere in mano i due manufatti da confrontare sweatdrop , provero a essere piu sintetico possibile, conscio di portare
questo 3D fortemente in of topic, di questo mi scuso con MM per gli evntuali straordinari che dovrà fare a causa mia.
Partiamo da un punto fisso e cioè i costi di una pattadese classica, per classica intendo corno di montone lama in acciaio inox o carbonioso
( niente di esotico) anello e ribattini in alpaca o ottone. Come dicevo oggi il costo di una classica pattadese fatta con tutti i crismi oscilla
in una forbice di prezzo che va dai 180 -250 €, va da se che i grandi nomi come Calaresu, Elias, Piras, Morittu ( che pur non essendo maestro CIC,
pur non avendo siti e non partecipando a forum è ritenuto da tutti i collezionisti e dagli stessi suoi colleghi uno dei più bravi coltellinai Sardi viventi ),
e quelli da te citati sopra ( escluso Boitteddu che viaggia a torto o ragione al doppio ) stanno tendenzialmente sulla cifra massima della forbice,
mentre sul minimo si attestano i bravissimi artigiani emergenti, che comunque qualche piccolissima cosa la pagano a livello di percisione di rifiniture
( non di sostanza ) nei confronti dei piu titolati colleghi.
Atra cosa da fissare bene è che la pattadese pur essendo un coltello destinato al mondo agropastorale, non è mai stato un coltello rustico e mal rifinito, se prendi
in mano un coltello di Canalis, Barore Fogarizzu, o Tatanu Spanu, parlo quindi di coltelli con più di 50 anni di vita che questi signori costruivano, venivano fatti
non di certo per i collezzionisti ma per i contadini e i pastori, ti accorgerai delle splendide rifiniture, dei precisi accoppiamenti della perfezione degli anelli,
precisione e perfezione da far realmente impressione se si pensa con che attrezzature furono costruiti. Costavano, costavano cari anche all'ora, perche erano
strumenti perfetti che dovevano durare una vita e non dovevano mai tradire durante il lavoro (in quest'ottica che spuntava la punta della lama fuori dall'ariete,
garantiva piu riaffilature nel tempo e quindi piu longevità della lama stessa, solo in secondo luogo aiutava la persona nell'apertura a una mano ) ed erano ben
rifiniti perché come tutti gli oggetti quotidiani più son belli, più fanno capire a che classe sociale si appartiene.
I lavori di quei tre signori sono la fonte di ispirazione e di riferimento della moderna coltelleria sarda, che prende a modello i loro coltelli.
Non potevo esimermi da questa prefazione icon_mrgreen ora cercherò di essere piu schematico possibile evidenziando cio che va controllato e cio che
abitualmente si trova e va ricercato nei coltelli con i prezzi che ho prima esposto, naturalmente cambiera il grado di precisione di cio che elencherò in
base alla bravura del coltellinaio, cosa che poi influirà nel prezzo finale.

Costruzione : rigorosamente con archetto e ribattini mai e dico mai monoblocco

Anello: è la parte piu importante del coltello è quello che tiene tutte le componenti assieme, è difficile da realizzare
ed è spesso nota dolente per l'artigiano, deve avere una forma esagonale netta e decisa e abbracciare in parte anche frontalmente il manico, questo non
è un vezzo solo estetico, ha la sua importanza strutturale di tenuta. la larghezza deve essere pari o al massimo di un millimetro o due più grande dell'altezza,
questo per conferire piu slancio e garbo alla linea del cotello

Archetto: deve essere rastremato verso l'ariete, questo non ha motivazioni solo estetiche ma anche pratiche di leggerezza e di alloggio della lama che
segue sempre la rastrematura dell'archetto

Guancette: possibilmente accoppiate per un fattore estetico, per questioni certamente non estetiche si tende a lasciare la così detta crescita
un millimetro o poco meno di corno piu alto rispetto al filo dell'archetto per tutta la lunghezza, per evitare che con l'uso quindi consumo e con il variare di umidità
e temperature il corno restringendosi faccia venir fuori l'archetto dal filo del dorso. La lavorazione delle guancette andrebbe fatta tutta a lima come da tradizione,
un buon indicatore per capirlo è l'ariete, cosi viene chiamato della terminologia nostrana, è il finale del coltello ( piedino, codolo ) presenta nella parte interna
dove ospita la lama un angolo e uno spigolo deciso tipico del colpo di lima, se l'ariete è arrotondato va da se che la lima li non c'è passata.

Satinatura: da preferire e ricercare quella verticale non tanto per estetica ( de gustibus non disputandum est ) ma più perché segno inequivocabile di una
satinatura eseguita manualmente e non con macchina.

Questo è quanto si deve controllare e ''pretendere'' quando si acquista una pattadese classica di livello, trascuro ovviamente punti come allineamento della lama
spaziatura regolare dei ribattini e tutti quei particolari che sono cose ovvie che si controllano normalmente in un coltello a prescindere che sia sardo o meno ,
capisco anche che non e facile capire tutto ciò che ho scritto senza essere de visu con due pattadesi da confrontare, ma credo possa essere una buona base di
partenza da approfondire principalmente con le visite alle nostre mostre, insomma sul campo :birra:

Ciao

Davide
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi MM il 22 Gen 2013 12:36

Belle considerazioni.
Ho aperto un nuovo argomento in Collezionismo, incollando tuttioil tuo interessante trattato.
Se vogliamo proseguire, lasciando questo topic al suo normale decorso, facciamolo lì.
Grazie!
Ciao
Marco Mirri
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi OM45 il 23 Gen 2015 16:43

LEO53 ha scritto:Mah, per me sono tutti buoni artigiani, poi ci sono quelli che si sono creati un nome e altri che sono rimasti nell'anonimato.
Con ciò non vuole dire che facciano lame peggiori o meno curate.
Io a Pattada ci sono stato, è un paese bellissimo e ad ogni angolo c'è un artigiano, non voglio insegnare niente a nessuno men che meno a te che sei del posto, però io ho sempre rifiutato tutte le "firme", paghi il nome per un prodotto uguale ad un altro.
Io ho comprato una resolza di Stefano Bellu, e non mi pento affatto che non sia di Fogarizu, Pizzadili, Cadeddu, Deroma e via discorrendo.
Sono contentissimo e l'ho messa nella mia collezione di regionali.
Ribadisco, io la farei rifare dagli stessi discendenti di Vittorio, che forse avranno conservato il medesimo marchio, oppure lo limerei in modo da asportare le spaccature e lo conserverei così, d'altro canto se uno rovinava una lama, in tempi antichi, mica buttava via il coltello, lo aggiustava e continuava ad usarlo.
Ameno questo succedeva a casa mia.... Ed io continuo su questa tradizione, se trovo un coltello di mio nonno rovinato, lo aggiusto al meglio le tengo così.

Quooootoooòoo basta vedere qui i giro i lavori di demuru o in rete quelli di santino pudda......concordo sull aggiustare e restaurare ove non sia strettamente necessario sostituire saluti a tutti
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi paloman il 23 Gen 2015 21:04

Anche io propendo per lasciare il coltello così come si trova, magari aggiustando la lama per quanto possibile; a volte lame di quella età assumevano, se usate per lo scopo prefisso, profili simili allo spillo ma continuavano ad essere usate. Certo che é stato maltrattato forte. In ogni caso é improprio chiamarlo "pattada" ma é più corretto "lussurgesa"
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi zammario il 25 Gen 2015 21:16

Ciao a tutti.
Questo è il coltello che uso (non ricordo più da quanti anni) quotidianamente a tavola.
Lama al carbonio e manico in resina, è un rasoio. Non ricordo quanto lo pagai ma attualmente credo che costi sui 30/35 € con la lama da 10 cm.
Li fanno anche (che io sappia) da 8 e da 12 più un modello piccolo da portachiavi che fa comunque il suo lavoro. (quello che ho io attaccato alle chiavi rade i peli del braccio)
Fossi in te gli darei una sistemata alla lama, una affilata, una pulita con la parte ruvida della spugnetta per lavare i piatti e lo metterei nel cassetto della cucina.
Come coltello tutto fare è una bomba.
Ciao.
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Re: Pattada V.Mura chiedo aiuto!

Messaggiodi zammario il 25 Gen 2015 21:23

Dimenticavo.... per togliere il perno della lama io, su un altro coltello, dopo averlo un po spianato senza rovinare il collarino l'ho forato al centro con una punta da 0,5mm per poco più di metà e sono riuscito a toglierlo.
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