LA RESILIENZA

Caratteristiche e utilizzo

LA RESILIENZA

Messaggiodi Anto Ban 61 il 16 Set 2020 13:15

DEFINIZIONE DI RESILIENZA NEL MONDO DEGLI ACCIAI:

“Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi”

Che cosa fantastica per un coltellinaio avere a che fare con un materiale che non si rompe e non si usura.
Mi sono ritrovato a discutere con un amico (uno di voi) in privato sulla tempra di un acciaio, non faccio nomi e non cito sigle, ma il succo era:
<<Anto, mi fai la tempra su questa lama, mi raccomando che non si pieghi e che sia almeno 60HRc…>>

Lama abbastanza lunga e fortemente a rischio di deformazione in tempra.
Gli ho risposto che per facilitare la tempra riducendo il rischio di deformazioni avrei dovuto temprare alla temperatura più bassa, e raffreddare il più blandamente possibile però con il rischio di non raggiungere i 60 HRc richiesti, ma di non preoccuparsi più di tanto perché il vanadio presente avrebbe formato comunque carburi durissimi e la resistenza all’usura sarebbe stata comunque garantita.
Non c’è stato modo di convincerlo, lo vuole a 60 HRc.

La cultura del coltellinaio è la durezza e basta, a ragion veduta probabilmente dato che l’utilizzo sarà solo quello di essere esposto in vetrina, al massimo qualche prova di taglio carta… ma rompere un querciolo nel bosco o aprire una scatoletta di metallo, cioè utilizzare la nostra lama in tutti modi possibili senza la paura di rotture o di perdita filo necessita di resilienza, equilibrio tra usura e tenacità.

Ma partiamo dal principio, la tempra degli acciai non è solamente un sistema d’indurimento, o meglio forse lo era un tempo quando i maniscalchi indurivano durante la fucina nel secchio dell’acqua, ma è principalmente un modo per esaltare le caratteristiche di una certa lega d’acciaio.
È evidente che con composizioni diverse, avremo tempre diverse e caratteristiche meccaniche diverse.

Qui mi riaggancio alla resilienza, un tempo si temprava con l’intento di fare il prodotto il più duro possibile, le composizioni purtroppo con solo un po' di carbonio non permettevano altro.
Poi sono arrivati gli acciai altolegati e le cose hanno cominciato a cambiare e la resilienza ha iniziato ad avere senso anche negli acciai.

Temprare un acciaio alla massima durezza si otterrà la sua massima resistenza ad usura ma andremo sicuramente incontro alla sua fragilità.

La resilienza è il ponte tra questi due fattori,
dove il fulcro centrale si sposta di volta in volta a favore dell’usura o della tenacità in relazione al compito che vorremo far svolgere al nostro utensile.

La durezza che cos’è?
È un valore di resistenza a compressione o a trazione, secondo diverse scale di misura, che comunque fanno tutte riferimento al diamante (la cosa più dura sulla terra) che è per definizione 10.000 Vichers

Se vogliamo resistere ad una determinata compressione per esempio di 100 Kg, che appoggiano su un millimetro quadro, dovremo temprare il nostro acciaio a circa 32 HRc.
Questa è la durezza necessaria che dovremo dare al nostro pezzo.
Ipotizziamo però che lo tempriamo a 57 HRc, (scelgo questa durezza perché la mia tabella conversione in Kg arriva li) resisterà fino alla compressione di 200 Kg/mm2 ben oltre il necessario, ma avremo dimezzato inutilmente la sua tenacità che si spezzerà alla prima flessione.

Ci sono acciai (e qui mi ripeto da altri miei post) che già alla durezza di 56 HRc resistono al filo 100 volte di più di acciai comuni a 65 HRc, mantenendo intatta la tenacità di resistere a flessioni o urti senza scheggiarsi, spingere questi acciai a durezze più alte è assolutamente inutile, peggiorando solo la tenacità.

Utilizzare le caratteristiche meccaniche di ogni singolo elemento è il modo migliore per realizzare il coltello, la progettazione per capire quale resilienza serva alla nostra lama è il compito più difficile.

Acciai che permettono il pieno utilizzo degli elementi di lega senza salire “solo” di durezza, ottenendo quindi un’ottima resilienza o meglio per un coltellinaio
“assorbire un urto senza rompersi, mantenendo il filo”

saluti :hello: :hello:
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Re: LA RESILIENZA

Messaggiodi Paolo Zanoni il 16 Set 2020 13:28

Approfondimento interessante.
Per gli amanti dell'esemplificazione potresti dare qualche esempio pratico in modo da confrontare i dati?
Esistono tabelle o datasheet sulla resilienza?
Grazie
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Re: LA RESILIENZA

Messaggiodi LoriMor il 16 Set 2020 13:49

Approfondimenti sempre molto interessanti i tuoi, le leggo sempre con piacere :ok:
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Re: LA RESILIENZA

Messaggiodi Anto Ban 61 il 16 Set 2020 14:52

Paolo Zanoni ha scritto:Approfondimento interessante.
Per gli amanti dell'esemplificazione potresti dare qualche esempio pratico in modo da confrontare i dati?
Esistono tabelle o datasheet sulla resilienza?
Grazie


Ciao Paolo,
esistono tabelle su tenacità e usura in base a durezze e composizioni, che ho già pubblicato.
Una comparazione sulla resilienza non è facile da trovare perché la resilienza è un valore soggettivo, in base alle proprie esigenze si cerca l'equilibrio ideale.
Ma è difficile confrontare resilienze tra acciai.

Diciamo che in linea di massima la resilienza si racchiude nel modo di dire alla toscana "duro che duri ma che un non si rompa!" :hahaha1:
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Re: LA RESILIENZA

Messaggiodi MM il 18 Set 2020 09:58

Interessante, grazie.
Se hai tempo, facci uno schema/tabella/sintesi, dove metti in confronto questi parametri con tutte le tipologia di acciaio.
Ciao
Marco Mirri
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Re: LA RESILIENZA

Messaggiodi Shoto il 18 Set 2020 21:51

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